Politica

Annamaria Furlan eletta segretario di una Cisl che cambia

Cambio al vertice della Cisl. Annamaria Furlan è il nuovo segretario generale del sindacato, scelta ratificata l’8 ottobre dal consiglio generale con 194 voti su 200 presenti. Finisce così ufficialmente l’era di Raffaele Bonanni, dopo otto anni come segretario generale della Cisl, le cui dimissioni erano state precedentemente approvate, sempre dal consiglio nazionale.

Annamaria Furlan ha 56 anni ed è nata a Genova. Ha iniziato la carriera sindacale presso i postetelegrafonici genovesi e dal 2002 al 2014 è stata segretario confederale della Cisl per il settore terziario e servizi.

«La sua relazione – spiega Marco Viganò, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco – è un manifesto per l’azione della Cisl. Un’azione che, pur nel rispetto dei valori della nostra confederazione, si propone un cambiamento per rispondere meglio ai bisogni dei propri associati e per stringere alleanze che sappiano offrire risposte più aderenti al disagio e alla solitudine che si manifesta in molte esperienze di giovani, anziani, lavoratori e lavoratrici che perdono il lavoro o che ne hanno uno precario».

«La Cisl – continua Viganò – chiede alla politica un confronto aperto per costruire insieme il futuro del mondo del lavoro. Un confronto al quale la nostra confederazione si presenta partendo dall’esperienza di tutti i giorni nelle aziende e offrendo la ricchezza dagli accordi siglati per favorire la crescita della professionalità dei lavoratori e quindi della qualità dei prodotti. Un’esperienza che guarda avanti e non si ferma all’accompagnamento delle persone nelle situazioni di crisi delle singole imprese. La Cisl con la sua riorganizzazione interna, tesa a dare maggiore peso alle realtà aziendali e territoriali, si propone di stimolare anche quelle organizzazioni di rappresentanza che, come noi, hanno la necessità di rivedere la loro presenza e azione. Tutto ciò in un contesto istituzionale ancora confuso e con il quale è necessario aprire un confronto serio affinché i servizi possano continuare a essere elargiti sul territorio senza far pesare sugli utenti i costi finali».