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I Libri
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Dicesi la biografia più accreditata e in effetti merita, il titolo originale è "Hammer of the Gods - The Led Zeppelin Saga" (1985) di Stephen Davis, in Italia è pubblicata da "Arcana Editrice" con il titolo: "Il Martello degli Dei". (Per ora è riportata solo questa lettura).
Riportiamo quasi tutto il Prologo del libro, per dare un'idea...
Le maledizioni le calunnie e le voci infamanti sui Led Zeppelin incominciarono a circolare come sangue infetto nel 1969, durante i...[Leggi Tutto] Dicesi la biografia più accreditata e in effetti merita, il titolo originale è "Hammer of the Gods - The Led Zeppelin Saga" (1985) di Stephen Davis, in Italia è pubblicata da "Arcana Editrice" con il titolo: "Il Martello degli Dei". (Per ora è riportata solo questa lettura).
Riportiamo quasi tutto il Prologo del libro, per dare un'idea...
Le maledizioni le calunnie e le voci infamanti sui Led Zeppelin incominciarono a circolare come sangue infetto nel 1969, durante il terzo tour americano del quartetto rock britannico. Orribili racconti erano sussurrati da un clan di groupies all'altro, mentre i Led Zeppelin ne saccheggiavano le città e si dirigevano tranquillamente verso nuove mete. Devon ed Emaretta le ascoltarono probabilmente per la prima volta a New York; telefonarono alla bellissima Miss Pamela e alle GTO di Los Angeles e forse anche alle Plaster Casters di Chicago, e in un nonnulla tutte le cortigiane del rock, dal Tea Party al Wiskey, incominciarono a raccontarsi l'un l'altra di come i Led Zeppelin si mantenessero in forza durante i tours bevendo liquidi vaginali direttamente dalla fonte; di come i Led Zeppelin si cibassero di donne e ne lanciassero le ossa fuori dalle finestre; di come ragazze di colore venissero immerse in vasche di fagioli bollenti prima del coito. A Los Angeles le ragazze uscivano barcollando alle prime luci dell'alba dagli hotel sul Sunset Strip, portandosi dietro assurde leggende da raccontare a Hollywood e nella Valley, luridi resoconti di invocazioni spiritiche e chiromanzie al lume di candela, di vergini scopate pubblicamente sui tavoli dei night club, di donne picchiate, di magia sessuale e interminabili orge. Raccontavano della ragazza, ubriaca nell'albergo sulla costa di Seattle che si era lasciata picchiare dai Led Zeppelin con uno squalo morto, mentre i Vanilla Fudge la filmavano con la loro cinepresa a passo ridotto. A New Orleans circolavano improbabili leggende sugli amoreggiamenti dei Led Zeppelin con la stravagante popolazione locale di travestiti. In un documentario intitolato Groupie, una ragazza fuori di testa delirava sulle abilità del chitarrista nel manovrare la frusta. Le pagliacciate dei Led Zeppelin non erano i giochetti sadici di giovani artisti inglesi, con menti perverse e risorse e, allo sbaraglio negli Stati Uniti. Essi stabilirono un ineguagliabile modello di depravazione, carisma, lussuria ed eccesso per le bande rock che di imitarli. Ma alla fredda luce del giorno, erano tutti assai simpatici, dei gentiluomini. Un'altra storia che veniva sussurrata sui Led Zeppelin, di ben più sinistro dei vizi notturni di un gruppo di musicisti rock; era quella che tutte le ragazze avevano imparato, da costa a costa, non dite che ve l'ho detto io, affermavano le ragazze (come fanno tuttora verità è che i Led Zeppelin hanno venduto le anime al Diavolo in cambio del loro rapido successo e del loro carisma irresistibile. Le ragazze credevano ciecamente nel patto con Satana. Non avete che da guardare, dicevano. Durante il loro di splendore nei '70, i Led Zeppelin erano la più famosa banda vivente. Il presunto patto tra i Led Zeppelin e il Diavolo ha basi solide nella tradizione musicale popolare, soprattutto se si tiene conto del fatto che iniziarono la propria carriera suonando blues. Infatti, tutti i giovani musicisti invasero gli Stati Uniti sull'onda dei Beatles, Rolling Stones, Yardbirds e i Kinks con la prima ondata e Cream, Jeff Beck e Led con la seconda - si consideravano apprendisti blues. Molti di loro, priima di aver messo piede su un palcoscenico, avevano passato mesi e anni rinchiusi in una stanzetta ad ascoltare e imparare vecchi dischi, classici blues come quelli di Big Bill Broonzy e Muddy Waters. Più tardi scoprirono Elmore James, Sonny Boy Williamson e Robert Johnson, il re dei cantanti del Delta blues, musicista demoniaco e invasato che incarnò l'idea popolare del blues quale musica del Diavolo. Nel Delta del Mississippi, dove Johnson era nato, la leggenda dice che se un aspirante Bluesman si mette in attesa a un crocevia deserto di campagna nel cuore di una notte senza luna, c'è la possibilità che Satana stesso si presenti per accordargli la chitarra, per firmare un patto con l'anima del musicista e garantirgli in cambio una vita colma di facili guadagni, donne e fama. Ha sempre aleggiato uno strano odore, simile alla puzza dello zolfo, attorno e alle opere dei musicisti più virtuosistici. C'è un'aura di tristezza e conia che pervade il loro mondo; tutti i grandi lo sanno e ognuno di essi se ne prende cura a proprio modo. Più è grande l'abilità di un musicista, più alto è il prezzo pagato. Si prenda per esempio la vita del violinista genovese Niccolò Paganini (1782-1840), la cui carriera è stata paragonata a quella dei Led Zeppelin. Paganini è stato la prima superstar del virtuosismo nella memoria dei tempi moderni. In un periodo in cui i cantanti d'opera erano gli unici musicisti in Europa che godessero di considerevole fama e fortuna, Paganini divenne lo strumentista virtuosistico per eccellenza. Quando appariva in pantaloni attillati e capelli lunghi, in teatri strapieni, pi? di una donna urlava o sveniva al suono dei misteriosi effetti che produceva con il violino. Inventò l'uso degli armonici sul violino, escogitò la riduzione sulla terza e quarta posizione di problemi tecnici relativi a posizioni (e quindi ottave) superiori e rivitalizzò l'antica pratica della scordatura, ovvero l'uso di differenti accordature. Ma Paganini fu anche perseguitato da fastidiose voci e infami calunnie nel corso della sua carriera. La sua fama fu cosi vasta e il suo potere sullo strumento e sulle donne cos? leggendario, che chiunque in Europa era sicuro che Niccolò Paganini avesse venduto l'anima al Diavolo. Fu accusato dalla stampa di essere un dissipatore incurabile e un maniaco giocatore d'azzardo. Si disse che era egoista, morboso, crudele e avido. Lo si accusò, nell'immaginazione popolare, di aver guidato una banda di briganti e di aver ucciso i mariti delle sue nobili protettrici. In un documento dell'epoca ? scritto che "Paganini ottenne dal Diavolo il proprio dominio sull'umanità e la sua preminenza nell'arte del violino, in cambio di un'ainima già sufficientemente rovinata e dannata". In Italia, testimoni oculari affermarono senza scomporsi di aver visto Satana mentre guidava le mani di Paganini durante un concerto a Milano, mentre in Francia, testimoni al di sopra di ogni sospetto giurarono di aver scorto emissari infernali allontanarsi dalla sala dei concerti lungo una strada che non esisteva. Quando Paganini morì in Francia nel 1840, la chiesa Cattolica si rifiutò di seppellirlo in terra consacrata, nonostante le implorazioni di Roma, perchè i contadini locali erano troppo spaventati. Rimase senza sepoltura per tre anni, cioè fino a quando venne riportato in Italia. Nell'aprile del 1982 un comitato costituitosi nello Stato di California si riun? per ascoltare un disco dei Led Zeppelin suonato al contrario. Infuriati predicatori battisti si erano lamentati che, quando i dischi dei Led Zeppelin venivano suonati in quel modo, si potevano captare messaggi satanici, che minacciavano la meravigliosa gioventù cristiana statunitense per mezzo delle tecniche subliminali del Diavolo. Manco a farlo apposta, quando il comitato ascoltò Stairway to Heaven al contrario, alcuni membri dissero di aver sentito chiaramente la frase sinistra, biascicata e terrificante: 'Questo è dedicato al mio dolce Satana'.[Riduci]
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