November 2017

Guidare senza inquinare è possibile!

Nuovi esperimenti, nuovi motori, nuovi carburanti, nuove tecnologie: da diverso tempo ormai sentiamo parlare di possibilità alternative alle nostre automobili, che ancora funzionano con il vecchio (anzi vecchissimo) motore a scoppio e con l’utilizzo di derivati del petrolio.
La sensazione però è che per ancora molto dovremo accontentarci di questa tecnologia obsoleta, dei consumi e dell’inquinamento che provoca, perchè siamo stati praticamente convinti che non esistano strade alternative, almeno per il momento.

Una convinzione più che mai errata, visto che le tecnologie alternative esistono eccome: andrebbero solo sviluppate o in certi casi, come quello che andremo ad analizzare, semplicemente messe in produzione, perchè già funzionanti.
Proprio in Italia abbiamo un esempio di una vera e propria invenzione che potrebbe essere messa al servizio dell’uomo e potrebbe finalmente portare ad una innovazione nel campo delle automobili, ma non solo: è la Hydromoving Technology.

Tale tecnologia, sviluppata e brevettata dall’italiano Lorenzo Errico, permette di separare le molecole d’acqua in una miscela gassosa di Idrogeno e Ossigeno che esplode velocemente a circa 530°C o ad alta pressione. Il metodo da lui egregiamente sviluppato, ha ricevuto la certificazione dall’Ufficio Internazionale Brevetti di Monaco di Baviera, come Invenzione a tutti gli effetti con classificazione “ A “, quindi priva di qualsiasi anteriorità in tutto il mondo. Il sistema sviluppato, a bassissima energia impiegata per la dissociazione delle molecole di H2O, permette di abbattere notevolmente i consumi di energia elettrica, e di conseguenza consumi di carburante  ed emissioni nocive.

Quindi, un’auto che funziona con un motore Hydromoving è in pratica un ibrido di benzina (o diesel) e idrogeno. Questa tecnologia infatti opera grazie ad un generatore che tramite un processo detto di “elettrolisi”, permetterà alla vettura di produrre idrogeno autonomamente. E’ sufficiente utilizzare normale carburante, perchè l’idrogeno prodotto dal generatore viene diretto al motore, quindi si mescola al combustibile fossile (benzina, gasolio, GPL) e i due vengono poi “bruciati”. La presenza di idrogeno nella miscela aria/carburante permette una combustione pressoché totale, riducendo così il carburante necessario e la quantità di inquinanti nei gas di scarico.

Infatti sono proprio i consumi e le emissioni a rendere la tecnologia Hydromoving davvero innovativa. Lorenzo Errico ha avuto la possibilità di testare la sua invenzione su due vetture sportive Nissan 370 Z, con cui ha eseguito dei test che sono stati certificati da vari Enti Internazionali. I risultati ottenuti sono stati davvero incredibili: riduzione del 30% dei consumi e soprattutto riduzione di quasi il 90% delle emissioni nocive di idrocarburi. Le prestazioni della vettura non ne risentono: accelerazione e velocità massima rimangono inalterate, ma semplicemente utilizzando 5 litri d’acqua ogni 5000 km, si risparmia un pieno ogni tre e praticamente non si inquina l’ambiente!

Provate a pensare ad una Ferrari Testarossa che sfreccia sulle strade delle colline romagnole muovendosi ad acqua: sarebbe la riconciliazione tra tecnologia e natura. Quanto ancora dovremmo aspettare per vedere ciò diventare realtà davanti ai nostri occhi? La tecnologia Hydromoving è il prossimo passo verso questa direzione. E’ qualcosa di concreto, di realizzabile oggi, alla faccia degli scettici e dei fan delle compagnie petrolifere. Perchè non arrivano fondi per sviluppare questi progetti, mentre ogni anno escono nuovi modelli di automobili, tutte uguali a quelle precedenti?
La nostra terra inizia a chiederci il conto, a non tollerare più la sua continua distruzione. Ma l’uomo ha le potenzialità per invertire rotta, per andare verso un mondo più pulito, in tutti i sensi. L’inquinamento non è una condizione imprescindibile per il nostro mondo moderno, ce la siamo imposta. Dobbiamo credere in un cambiamento, investire nella nostra genialità: la soluzione esiste e in parte è già sotto i nostri occhi.