2017

Il test d’ammissione alle scienze infermieristiche

Il test d’ammissione alle scienze infermieristiche è un passo fondamentale per tutti i neodiplomati che vogliano entrare nel mondo delle discipline sanitarie. Muniti fin da subito di una solida cultura generale, potranno aspirare a un lavoro in cui affiancheranno medici e primari nel curare e sostenere le persone malate, fornendo un servizio di qualità per la società in cui vivono.

Dal momento che l’accesso al corso di laurea è a numero programmato, bisogna superare una prova a quiz, per la quale lo studente deve aver conseguito il diploma di maturità presso un Istituto Superiore italiano o estero, riconosciuto dalla legge. L’infermieristica infatti, essendo una scienza, presuppone la padronanza tanto delle materie umanistico-letterarie, quanto quella degli argomenti logico-matematici e fisico-naturalistici.

Il test d’infermieristica non è esclusivo di alcuni Istituti: dato che il corso di laurea è presente nella maggior parte delle università italiane, ogni singolo Ateneo mette a disposizione degli aspiranti infermieri un certo numero di posti, per i quali concorrere attraverso i quiz. In linea generale, il periodo per iscriversi al test di scienze infermieristiche è quello estivo, immediatamente successivo agli esami di maturità, che viene indicato online, all’interno dell’apposita sezione nel sito del corso.

Il test di ammissione a scienze infermieristiche è composto di sessanta domande a risposta multipla, e deve essere correttamente compilato in novanta minuti, scegliendo la risposta esatta tra le cinque possibilità proposte. I quesiti sono strutturati in cinque diverse sezioni, che riassumono l’essenza delle conoscenze richieste per accedere al corso di studio. La prima riguarda la cultura generale, con cinque domande attinenti la storia, la geografia, la letteratura e l’attualità. L’argomentazione logica attraverso ragioni e conseguenze viene proposta nella seconda batteria di venticinque domande, a partire dall’analisi di un testo scientifico o narrativo di un autore famoso. Le ultime tre parti sono invece le più importanti e riguardano la biologia, la chimica, la fisica e la matematica.

Per ciò che attiene la biologia, il test d’infermieristica somministra quesiti a tutto tondo, incentrati sulle proprietà delle molecole, la loro morfologia, la loro aggregazione in tessuti, la composizione degli organismi viventi, il loro sviluppo e la loro associazione in masse differenziate per genere, per specie e per comportamento. Inoltre, non vengono trascurate le teorie di spiegazione complessiva dei fenomeni biologici, come quella dell’evoluzione attraverso la selezione, quella dell’ereditarietà e degli ecosistemi.

Tuttavia, un’adeguata comprensione delle affascinanti scoperte biologiche presuppone conoscenze più a monte, legate al mondo dell’inorganico. Per questa ragione, il test di ammissione alle scienze infermieristiche è pensato per appurare le conoscenze in chimica degli aspiranti studenti. Le domande vertono perciò sui costituenti della materia come gli atomi, sulla loro struttura e unione in molecole, sulla tavola degli elementi, sulle loro proprietà e trasformazioni attraverso reazione.

Per finire, i quiz d’infermieristica si concentrano sulla verifica delle nozioni di fisica e di matematica, proponendo ai candidati quesiti su pesi e misure, statica e elettrostatica, su dinamica e termodinamica, su magnetismo ed elettromagnetismo, oltre che sulla  geometria, l’aritmetica, la probabilità e la statistica.

La prova si svolge generalmente nei primi giorni di settembre e i risultati vengono pubblicati a distanza di circa una settimana. A partire dal punteggio conseguito da ogni singolo candidato, il corso di laurea si occupa della formazione della graduatoria, collocando più in alto coloro che sono stati ammessi.

Se la vostra passione per le scienze infermieristiche è grande e intendete superare a ogni costo il test, vi consigliamo di concentrarvi al massimo nello studio approfondito delle materie suddette, utilizzando i libri del liceo, i manuali specifici per i quiz e cercando di munirvi di qualche testo che tratta delle discipline sanitarie, magari chiedendolo in prestito ad amici, conoscenti o presso le biblioteche comunali.

Guidare senza inquinare è possibile!

Nuovi esperimenti, nuovi motori, nuovi carburanti, nuove tecnologie: da diverso tempo ormai sentiamo parlare di possibilità alternative alle nostre automobili, che ancora funzionano con il vecchio (anzi vecchissimo) motore a scoppio e con l’utilizzo di derivati del petrolio.
La sensazione però è che per ancora molto dovremo accontentarci di questa tecnologia obsoleta, dei consumi e dell’inquinamento che provoca, perchè siamo stati praticamente convinti che non esistano strade alternative, almeno per il momento.

Una convinzione più che mai errata, visto che le tecnologie alternative esistono eccome: andrebbero solo sviluppate o in certi casi, come quello che andremo ad analizzare, semplicemente messe in produzione, perchè già funzionanti.
Proprio in Italia abbiamo un esempio di una vera e propria invenzione che potrebbe essere messa al servizio dell’uomo e potrebbe finalmente portare ad una innovazione nel campo delle automobili, ma non solo: è la Hydromoving Technology.

Tale tecnologia, sviluppata e brevettata dall’italiano Lorenzo Errico, permette di separare le molecole d’acqua in una miscela gassosa di Idrogeno e Ossigeno che esplode velocemente a circa 530°C o ad alta pressione. Il metodo da lui egregiamente sviluppato, ha ricevuto la certificazione dall’Ufficio Internazionale Brevetti di Monaco di Baviera, come Invenzione a tutti gli effetti con classificazione “ A “, quindi priva di qualsiasi anteriorità in tutto il mondo. Il sistema sviluppato, a bassissima energia impiegata per la dissociazione delle molecole di H2O, permette di abbattere notevolmente i consumi di energia elettrica, e di conseguenza consumi di carburante  ed emissioni nocive.

Quindi, un’auto che funziona con un motore Hydromoving è in pratica un ibrido di benzina (o diesel) e idrogeno. Questa tecnologia infatti opera grazie ad un generatore che tramite un processo detto di “elettrolisi”, permetterà alla vettura di produrre idrogeno autonomamente. E’ sufficiente utilizzare normale carburante, perchè l’idrogeno prodotto dal generatore viene diretto al motore, quindi si mescola al combustibile fossile (benzina, gasolio, GPL) e i due vengono poi “bruciati”. La presenza di idrogeno nella miscela aria/carburante permette una combustione pressoché totale, riducendo così il carburante necessario e la quantità di inquinanti nei gas di scarico.

Infatti sono proprio i consumi e le emissioni a rendere la tecnologia Hydromoving davvero innovativa. Lorenzo Errico ha avuto la possibilità di testare la sua invenzione su due vetture sportive Nissan 370 Z, con cui ha eseguito dei test che sono stati certificati da vari Enti Internazionali. I risultati ottenuti sono stati davvero incredibili: riduzione del 30% dei consumi e soprattutto riduzione di quasi il 90% delle emissioni nocive di idrocarburi. Le prestazioni della vettura non ne risentono: accelerazione e velocità massima rimangono inalterate, ma semplicemente utilizzando 5 litri d’acqua ogni 5000 km, si risparmia un pieno ogni tre e praticamente non si inquina l’ambiente!

Provate a pensare ad una Ferrari Testarossa che sfreccia sulle strade delle colline romagnole muovendosi ad acqua: sarebbe la riconciliazione tra tecnologia e natura. Quanto ancora dovremmo aspettare per vedere ciò diventare realtà davanti ai nostri occhi? La tecnologia Hydromoving è il prossimo passo verso questa direzione. E’ qualcosa di concreto, di realizzabile oggi, alla faccia degli scettici e dei fan delle compagnie petrolifere. Perchè non arrivano fondi per sviluppare questi progetti, mentre ogni anno escono nuovi modelli di automobili, tutte uguali a quelle precedenti?
La nostra terra inizia a chiederci il conto, a non tollerare più la sua continua distruzione. Ma l’uomo ha le potenzialità per invertire rotta, per andare verso un mondo più pulito, in tutti i sensi. L’inquinamento non è una condizione imprescindibile per il nostro mondo moderno, ce la siamo imposta. Dobbiamo credere in un cambiamento, investire nella nostra genialità: la soluzione esiste e in parte è già sotto i nostri occhi.